ABRUZZO e LAZIO

L’Abruzzo e il Lazio durante l’occupazione tedesca facevano parte della cosiddetta “Fascia di Roma” e le province di queste due regioni, trovandosi nell’immediata retrovia del fronte, dipendevano direttamente dai locali Comandi di corpo d’armata. La maggior parte della manodopera fu utilizzata per la costruzione della linea Gustav-Bernhardt e per altre attività utili all’esercito nazista. Le esigenze belliche, le difficoltà di trasporto, l’ostilità della popolazione locale e il boicottaggio di alcune autorità locali fecero sì che da questi territori solo poche migliaia di lavoratori furono inviati a lavorare nel Terzo Reich. In Abruzzo e nel Lazio, il reclutamento e l’assistenza della…

CALABRIA

La Calabria, assieme a Basilicata, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, è tra le regioni d’Italia che non hanno conosciuto o conosciuto solo in parte e per brevissimo tempo l’occupazione tedesca ed il successivo strutturarsi della Repubblica sociale italiana. E questo, con l’eccezione della Campania, la cui parte settentrionale è stata sottoposta a retate e rastrellamenti, le ha preservate da forme di reclutamento coattivo. Dal loro territorio le partenze si sono svolte per lo più all’interno dei flussi migratori concordati tra Italia monarchicofascista e Germania nazionalsocialista tra il 1938 e il 1942, all’interno, quindi, di spostamenti non di natura coatta. Dalla…

CAMPANIA

All’alba del 23 settembre 1943 la Wehrmacht dava avvio in Campania a quello che potrebbe essere considerato come il primo ma anche più ampio rastrellamento di civili dell’intero arco di occupazione. Nel volgere di pochi giorni, secondo le fonti tedesche, furono quasi 20.000 gli uomini catturati nel territorio di quella che allora era la sola provincia di Napoli (oggi divisa con Caserta), marginalmente in quelle di Benevento e Salerno, e inoltre in una fascia del Lazio meridionale compresa tra Gaeta, Formia, Minturno, Castelforte. La “razzia di uomini” si svolse parallelamente alle operazioni per fare “terra bruciata” davanti alla avanzata delle…

EMILIA

Il reclutamento di manodopera per la Germania dall’area emiliana nel corso del biennio 1943-1945 avvenne in forme sensibilmente diverse l’una dall’altra. Nella provincia di Modena, dove i patti bilaterali siglati tra Italia e Germania avevano reso, nei cinque anni precedenti, il trasferimento di singoli lavoratori o famiglie contadine oltr’Alpe un’esperienza diffusa per rispondere alla disoccupazione, almeno in una prima fase la tradizione d’emigrazione contadina nel Reich influisce positivamente sulla ricezione dei piani di reclutamento adottati dalle autorità fasciste dopo l’8 settembre 1943. L’organizzazione della precettazione, attuata attraverso la mediazione dell’organizzazione sindacale fascista di categoria (Unione provinciale fascista degli agricoltori), e…

LIGURIA

In Liguria, regione caratterizzata da una economia industriale e da una campagna povera, furono adottate con intensità variabile nel tempo e da luogo a luogo TUTTE le pratiche introdotte dall’occupante e dalla RSI per drenare manodopera per il Reich: incoraggiamento all’arruolamento volontario cessione diretta di aliquote di forza lavoro da parte delle aziende precettazione chiamata di alcune classi di leva. Visti gli scarsi risultati raggiunti in relazione agli obbiettivi, i nazifascisti ricorsero alla coazione più brutale: razzie nel corso dei rastrellamenti contro i partigiani, nelle fabbriche e tra gli scioperanti retate urbane contro oppositori politici, disoccupati, marginali, piccola criminalità, renitenti…

LOMBARDIA

Regione italiana più importante sotto il profilo socio economico, la Lombardia nell’ultima rilevazione statistica prebellica contava una popolazione attiva addetta alla produzione industriale superiore al milione di unità. Oltre a questa forte connotazione industriale la regione vantava inoltre una florida produzione agricola, specie nella zona irrigua della bassa padana, nonché grandi ricchezze naturali come l’importante patrimonio boschivo e svariati centri minerari estrattivi. Un territorio di notevoli risorse materiali, cui si aggiungeva una numerosa forza lavoro variamente specializzata che, per le esigenze belliche del Terzo Reich, costituiva un prezioso giacimento da cui poter attingere per soddisfare i propri bisogni economici. Un…

MARCHE

Essendo il territorio delle Marche direttamente esposto alle operazioni di guerra, l’interesse del gruppo di armate tedesco per l’Italia meridionale si concentrò sull’impiego di ausiliari e manodopera per i lavori di fortificazione e le opere di evacuazione, in particolare quelli riguardanti la costruzione della Linea Gotica. Questo dato può in parte spiegare i numeri relativamente bassi di lavoratori inviati dalle Marche nel Reich, che potrebbero essere giustificati dalla necessità di avere occupati sul posto. Di pari passo con i tentativi di ingaggio volontario, le autorità germaniche procedettero nel territorio ad una serie di rastrellamenti, spesso concomitanti con quelli posti in…

OZAK – Zona d’operazione ‘Litorale Adriatico’

L’occupazione germanica dell’area alto-adriatica dell’Italia diede vita alla Operationszone‘Adriatisches Küstenland‘, Zona di Operazione ‘Litorale Adriatico’ (OZAK), dove la sospensione della sovranità italica cedette il posto ad un’amministrazione civile tedesca, direttamente dipendente da Hitler. Come in altre regioni europee formalmente o concretamente annesse al Reich, il suo controllo fu assegnato al governatore di un Gau confinante: il Gauleiter della Carinzia Friedrich Rainer. Il Supremo Commissario assunse il potere assoluto in ambito politico e giudiziario, ed il pieno controllo sull’economia del territorio. Già nell’autunno del 1943, Rainer avviò un censimento per individuare il potenziale umano ed il profilo particolare degli insediamenti produttivi…

3. DESTINAZIONE DEI LAVORATORI COATTI DELL’OZAK

Fra settembre e dicembre 1943 vi fu un invio cospicuo di braccia verso mete rurali dell’Assia e verso le fabbriche della Turingia, della Renania, della Westfalia, della Bassa Sassonia e alla volta delle officine aeronautiche della Pomerania. Alcuni lavoratori finirono nei Paesi occupati dalla Germania: operai specializzati dei cantieri navali alto-adriatici vennero spostati in quelli di Danzica o impiegati nel recupero di torba fossile a Baronovici; altri furono destinati a Minsk, presso le manifatture di calzature militari, o in Cecoslovacchia, sia come rurali che come operai edili al servizio dell’esercito tedesco. Le vittime dei rastrellamenti che colpirono il Carso triestino…

1. LA ZONA DI OPERAZIONE “LITORALE ADRIATICO”

L’occupazione germanica dell’area alto-adriatica dell’Italia diede vita alla Operationszone ‘Adriatisches Küstenland’, Zona di Operazione ‘Litorale Adriatico’ (OZAK), dove la sospensione della sovranità italica cedette il posto ad un’amministrazione civile tedesca, direttamente dipendente da Hitler. Come in altre regioni europee formalmente o concretamente annesse al Reich, il suo controllo fu assegnato al governatore di un Gau confinante: il Gauleiter della Carinzia Friedrich Rainer. Il Supremo Commissario Rainer assunse il potere assoluto in ambito politico, giudiziario ed economico e si impegnò a soddisfare il bisogno di braccia dell’economia di guerra tedesca incoraggiando l’avvio su base volontaria di lavoratori nel Reich. Oltre a…